Sicurezza negli edifici e nei cantieri: cosa dicono i numeri dal 2024 al 2026

Infortuni nei cantieri, incendi e dissesti: l'analisi dei dati INAIL e Vigili del Fuoco dal 2024 al 2026. L'impatto sui condomìni e il ruolo dell'amministratore.

Infortuni sul lavoro, cantieri, incendi, esplosioni e dissesti: i dati INAIL e Vigili del Fuoco mostrano un quadro che continua a richiedere attenzione. Nel 2026 crescono le denunce di infortunio e, nel settore delle costruzioni, aumentano anche i casi mortali denunciati

Parlare di sicurezza negli edifici significa mettere insieme fenomeni differenti. Ci sono gli infortuni dei lavoratori impegnati nei cantieri, gli incendi nelle abitazioni, le esplosioni, i dissesti statici, gli incidenti agli impianti e tutte quelle emergenze che possono interessare condomìni e fabbricati residenziali. Per comprendere realmente come sta evolvendo il fenomeno occorre partire dai dati ufficiali e, soprattutto, usare le parole corrette. Le statistiche INAIL riguardano innanzitutto denunce di infortunio. Una denuncia non coincide automaticamente con un infortunio riconosciuto definitivamente dall’Istituto. Allo stesso modo, quando si parla di casi mortali denunciati, bisogna distinguere il dato statistico iniziale dall’esito della successiva istruttoria. È una precisazione importante, soprattutto quando si confrontano annualità diverse.

2024: nelle costruzioni il trend era in diminuzione

Nel 2024 sono state presentate all’INAIL circa 593 mila denunce di infortunio complessive. Considerando i lavoratori, le denunce sono state circa 515 mila, in diminuzione rispetto all’anno precedente. Le denunce relative agli infortuni avvenuti direttamente durante l’attività lavorativa sono state 413.517, con una riduzione dell’1,9% rispetto al 2023. Sono invece aumentati gli infortuni in itinere, cioè quelli verificatisi nel percorso tra casa e lavoro. Particolarmente interessante per il mondo immobiliare è il dato delle Costruzioni. Nel 2024 le denunce di infortunio nel settore sono state 43.931, contro 45.117 del 2023: una diminuzione del 2,6%. Il 2024 sembrava quindi indicare una tendenza positiva nel comparto edilizio. Anche le denunce mortali avvenute in occasione di lavoro, considerando complessivamente i diversi settori produttivi, mostravano una riduzione.

2025: la curva cambia direzione

Nel 2025 il quadro torna a modificarsi. I dati INAIL indicano circa 600 mila denunce complessive di infortunio, con un incremento di circa l’1,2% rispetto all’anno precedente. Le denunce relative ai lavoratori sono state circa 519 mila. Il dato che interessa maggiormente il settore immobiliare riguarda ancora una volta le costruzioni. Nel 2025 gli infortuni denunciati in occasione di lavoro nel comparto crescono di circa il 3%. Dopo la riduzione registrata nel 2024, la tendenza torna dunque positiva. È un primo segnale da non sottovalutare, soprattutto considerando che il settore delle costruzioni comprende buona parte degli interventi che vengono effettuati quotidianamente nei condomìni: rifacimento delle facciate, coperture, balconi, impermeabilizzazioni, ponteggi, manutenzione degli impianti, riqualificazione ed efficientamento energetico.

Il 2026: nei primi sette mesi aumenta il numero delle denunce

Per il 2026 non possiamo ancora parlare di un dato annuale definitivo. L’ultimo confronto nazionale omogeneo disponibile riguarda il periodo gennaio-luglio. Nei primi sette mesi del 2026 le denunce di infortunio avvenuto in occasione di lavoro sono state 256.471, contro le 244.495 dello stesso periodo del 2025. L’incremento è quindi del 4,9%. Anche rapportando il numero delle denunce agli occupati, il dato continua a crescere. L’incidenza passa infatti da 1.016 a 1.052 denunce ogni 100 mila occupati, con un aumento di circa il 3,5%. Questo significa che la crescita non può essere spiegata soltanto con l’aumento del numero delle persone occupate.

Costruzioni: cresce anche il dato delle denunce mortali

Nel settore delle costruzioni, nei primi sette mesi del 2026, le denunce di infortunio aumentano del 2,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Ancora più significativo è il dato relativo alle denunce di infortunio con esito mortale. Si passa da 67 casi denunciati nei primi sette mesi del 2025 a 76 nel 2026. L’incremento è del 13,4%. Il dato deve naturalmente essere letto con la cautela necessaria: si tratta di denunce e non di casi già definitivamente riconosciuti dall’INAIL. Ma la variazione rimane comunque rilevante. Soprattutto perché, considerando tutti i settori produttivi, nello stesso periodo le denunce mortali in occasione di lavoro diminuiscono da 432 a 422, cioè del 2,3%. Le costruzioni, quindi, mostrano un andamento diverso rispetto al quadro generale.

Perché questi numeri riguardano direttamente il condominio

Il cantiere condominiale è un ambiente particolarmente complesso. Non è quasi mai uno spazio completamente separato dalla vita quotidiana dell’edificio. Operai, tecnici e imprese lavorano spesso mentre condòmini, anziani, bambini e visitatori continuano a utilizzare ingressi, cortili, scale e autorimesse. A questo si aggiungono lavorazioni che possono comportare rischi importanti: attività in quota, ponteggi, lavori sui tetti, movimentazione dei materiali, interventi elettrici, impianti, demolizioni e utilizzo di macchinari. L’amministratore non deve diventare il tecnico della sicurezza, ma deve conoscere con chiarezza il proprio ruolo di committente e verificare che l’organizzazione del cantiere sia correttamente impostata. La prevenzione comincia dalla scelta delle imprese, dall’idoneità tecnico-professionale, dagli incarichi ai professionisti e dalla corretta individuazione delle figure previste dalla normativa.

Anche gli incidenti in itinere continuano a crescere

Un altro dato che merita attenzione riguarda gli infortuni nel percorso casa-lavoro. Nel periodo gennaio-luglio 2026 le denunce sono state 58.870, contro 54.979 nello stesso periodo del 2025. La crescita è del 7,1%. È un fenomeno diverso rispetto alla sicurezza del cantiere, ma contribuisce a descrivere un quadro generale nel quale la prevenzione degli incidenti continua a rappresentare una delle principali sfide del mondo del lavoro.

Vigili del Fuoco: la sicurezza dell’edificio oltre il cantiere

La sicurezza in condominio non riguarda soltanto chi vi lavora. Un altro osservatorio fondamentale è rappresentato dai dati del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Nel 2024 sono stati effettuati in Italia circa 975 mila interventi di soccorso, con una media di circa 2.670 interventi al giorno. Tra questi, 226.147 hanno riguardato incendi ed esplosioni, 207.386 soccorsi e salvataggi e 59.382 dissesti statici. L’Annuario statistico del Corpo utilizza anche un diverso criterio di rilevazione e registra 789.398 eventi di soccorso, corrispondenti a 977.720 rapporti di intervento. La differenza nasce dal fatto che uno stesso evento può determinare più rapporti di intervento.

Gli edifici residenziali sono al centro dell’attività di soccorso

Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco dispone inoltre di una specifica banca dati Open Data dedicata agli “Ambienti e luoghi di civile abitazione”. La categoria comprende edifici residenziali, appartamenti, case e pertinenze quali garage, cantine e cortili. È un dato particolarmente interessante perché permette di concentrare l’attenzione proprio sui luoghi nei quali vivono milioni di famiglie. I dataset sono disponibili per il 2024, il 2025 e il 2026 e consentono di analizzare fenomeni quali incendi, esplosioni, dissesti, ascensori, allagamenti e altre tipologie di intervento. È proprio questo tipo di informazione che dovrebbe diventare patrimonio ordinario della gestione condominiale.

Il 2026 dei Vigili del Fuoco

Alla data del 5 ottobre 2026 il Corpo Nazionale indicava 750.803 interventi dall’inizio dell’anno. Rapportando il dato ai giorni trascorsi si arriva a circa 2.700 interventi quotidiani. Nel 2024 la media era stata di circa 2.670. Il ritmo complessivo degli interventi risulta quindi leggermente superiore, nell’ordine di circa +1,4%. Questo dato non può però essere utilizzato da solo per sostenere che gli incidenti condominiali siano aumentati della stessa percentuale. Il totale comprende infatti incendi boschivi, incidenti stradali, eventi meteorologici e numerose altre attività di soccorso. Per comprendere davvero l’andamento negli edifici residenziali è necessario utilizzare i dati specifici relativi alla civile abitazione.

2024, 2025 e 2026: il segnale che arriva dalle costruzioni

Mettendo in fila i dati INAIL emerge comunque una tendenza interessante. Nel 2024 le denunce di infortunio nel settore delle costruzioni erano diminuite del 2,6%. Nel 2025 la direzione cambia e gli infortuni denunciati in occasione di lavoro nelle costruzioni aumentano di circa il 3%. Nel periodo gennaio-luglio 2026 la crescita prosegue con un ulteriore +2,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nello stesso arco temporale le denunce mortali nelle costruzioni aumentano del 13,4%. Non si può quindi dire semplicemente che “aumentano gli incidenti” o che “aumentano i morti sul lavoro”. Il dato complessivo è più articolato. A livello generale le denunce di infortunio crescono, mentre quelle mortali diminuiscono leggermente. Nel settore delle costruzioni, invece, il 2026 mostra un andamento che richiede particolare attenzione anche sul fronte delle denunce mortali.

Il ruolo dell’amministratore

Questi numeri hanno un significato preciso per chi amministra un condominio. Ogni lavoro sulle parti comuni introduce nell’edificio una serie di rischi che devono essere individuati, organizzati e gestiti. L’amministratore deve verificare l’idoneità delle imprese, assicurarsi della presenza delle figure della sicurezza quando previste, controllare gli adempimenti che competono al committente e mantenere una documentazione completa degli interventi. Non significa sostituirsi al coordinatore della sicurezza, al direttore dei lavori o al datore di lavoro dell’impresa. Significa essere un committente consapevole.

Il Registro Anagrafe Sicurezza come strumento di prevenzione

In questa logica assume un ruolo importante anche il Registro Anagrafe Sicurezza. L’articolo 1130, n. 6, del Codice civile prevede che il registro di anagrafe condominiale contenga anche i dati relativi alle condizioni di sicurezza delle parti comuni dell’edificio. Se organizzato correttamente, il registro può diventare molto più di un archivio. Può contenere informazioni sugli impianti, sugli ascensori, sulle verifiche antincendio, sulle centrali termiche, sulle facciate, sulle coperture, sulle manutenzioni e sulle criticità ancora aperte. La digitalizzazione può fare un ulteriore passo avanti, trasformando il registro in uno scadenziario attivo, capace di ricordare verifiche, controlli e interventi programmati. La vera prevenzione nasce proprio da questo: conoscere lo stato dell’edificio prima che arrivi l’emergenza. I numeri di INAIL e Vigili del Fuoco ci dicono che la sicurezza deve entrare stabilmente nella gestione ordinaria del condominio. Non può essere affrontata soltanto dopo un infortunio, un incendio o un dissesto. Deve essere programmata.

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